martedì 11 novembre 2008

L´esperienza di un ex precario! per quanto possa servire...

Sono entrato nel gruppo un po´ di anni fa come stagista. "Fra un anno ti facciamo il praticantato", la prima promessa. Dopo il primo anno, lo stage si trasforma in borsa di studio di sei mesi, ma "non preoccuparti, ora c´e´ crisi. Il praticantato arriva il prossimo anno". Quando scade anche il secondo contratto, iniziano i veri divertimenti. Ad ogni mia richiesta di informazione su quale sarebbe stato il mio destino, la risposta era sempre la solita: "non preoccuparti, aspetta". Io aspettavo e andavo in ufficio. Avevo i miei orari, la mia scrivania, il mio pc e il mio indirizzo di posta del gruppo. Lavoravo per l´agenzia di stampa, ma anche per la televisione e, visto che c´ero, anche per la radio. Ma, combinazione, non avevo un contratto e, a dirla tutta, nemmeno uno stipendio. Sette mesi così, in cavalleria, fino a quando, dopo una serie di rimostranze mie e, per fortuna, dei miei diretti superiori, finalmente la svolta.
Un contratto di collaborazione a partita IVA! Il genio prende forma. Con la finezza che i sette mesi di arretrati volevano darmeli in un´unica soluzione, con il risultato di avere una prima fattura da Cristiano Ronaldo e le successive da lavascale part-time (con tutto il rispetto per la categoria). Ma in fondo, cos´altro avrei potuto fare se non aspettare, anche perché in fondo "fra un anno ti facciamo il praticantato".
L´anno non sarà solo uno ma, alla fine, eccolo, il praticantato. Con un altro colpo di genio. La decorrenza e´ stata fissata in modo che i 18 mesi obbligatori scadessero giusto un paio di giorni dopo la sessione d´esame corrispondente nell´anno successivo. In questo modo, i 18 mesi si sarebbero trasformati in 24, ovviamente a stipendio ridotto da praticante. Alla mia timida richiesta di poter anticipare di qualche giorno l´inizio della pratica, la risposta e´ stata quanto mai coincisa ed efficace: "Fra pochi giorni l´editore valutera´ i conti e forse non ci sara´ più spazio per un nuovo praticante. Quindi o firmi ora o forse non firmi più".
Dimenticavo, il "firmi ora", voleva anche dire "firmi così", cioè accettando le condizioni poste. Ovvero presentarmi di fronte al giudice di pace e dire addio alle (ipotetiche) ferie, contributi, bonus, straordinari e varie ed eventuali accumulati nel periodo. Ricordo ancora la faccia del giudice di pace mentre firmavo il mio impegno. "Lo sa cosa sta facendo? Se ne rende conto?", per fortuna a mio sostegno intervenne l´avvocato del gruppo: "Lei non si preoccupi e faccia il suo lavoro". Che bello lavorare con gente così...
Comunque alla fine ottengo la pratica e continuo a lavorare. Ora non c´e´ più la televisione, e nemmeno la radio, ma ci sono comunque il giornale e il settimanale. In fondo però gli straordinari ci rendono ricchi, grazie a quell´immane somma di 25 euro di forfait al mese. Circa 0,30 euro l´ora. Una manna dal cielo.
In tutto questo mi sono rimaste impresse due cose. La prima la reazione delle alte sfere quando ho annunciato l´addio: "Sei un traditore, dovresti vergognarti. Noi che abbiamo fatto tanto per te!". Non ho nemmeno trovato la forza di ridere.
La seconda, la frase che altre alte sfere pronunciarono allo stagista che aveva iniziato con me e che, subodorata l´aria, aveva scelto di andare via, per la precisione in una delle prime banche italiane: "Lasci l´aeronautica per la fanteria". La vergogna, evidentemente, abita altrove.

Freezer Butler

20 commenti:

Anonimo ha detto...

grzie freezer!
la tua storia rimbomba come l'eco delle nostre esperienze individuali costrette al silenzio.

speriamo che altri, come te, decidano di levarsi i sassolini dalla scarpa e gli scarafaggi dalla gavetta...

che sia un un diluvio di verità...a sommergere le loro menzogne!

Anonimo ha detto...

la tua storia è molto simile alla mia... a parte il "gran finale"! io sono ancora dentro l'inferno...e temo che ormai sono fuori tempo massimo...per cercare un padrone meno stronzo!

ma come te e me ce ne sono tanti.
penso che questo blog possa servire inanzitutto a fare una sorta di inchiesta sul gruppo ed i suoi lavoratori...troppo spesso frammmentati, divisi tra testata e testata... cominciamo dal riconoscere nelle rispettive esperienze quello che in realtà è un destino comune...
non solo ci trattano come ben descrivi...ma cercano anche di depotenziare la solidarietà che la conoscienza (e la coscienza!) possono generare...

però svegliamoci...
...è ora!

Anonimo ha detto...

bravi!
fategliela pagare!

Anonimo ha detto...

come:"fategliela"?
perchè tu che fai? stai a guardare?

arcangelo ha detto...

beh ma vi siete visti settimana scorsa Paolo Panerai, sua moglie o presunta tale, Capolino e Andrea Cabrini a strappare da tutta via burigozzo i volantini del blog? Ridicoli!

Anonimo ha detto...

CLASS EDITORI: SI ROMPE LA TOILETTE, MA C'E' LA CARTA DEI VALORI



Una risata ci seppellirà. Questo il commento dei dipendenti del gruppo Class-MF dopo aver ricevuto quests'estate la "Carta dei valori" del gruppo. In cui brillano alcuni punti: "La pulizia e l'ordine non sono un valore secondario" (punto 7). Soprattutto nella sede romana di via Santa Maria in Via si ride amaro: avendo lo stabile (proprietà Inarcassa) ripetutamente problemi di acqua e di cessi rotti. Altro tormentone, quello della riservatezza: "la riservatezza sui fatti aziendali, sui programmi e anche gli eventuali contrasti all'interno dell'organizzazione che sono il segno della necessaria dialettica, ma possono essere strumentalizzati dai concorrenti se ne vengono messi al corrente". Qui la memoria corre alle infuocate riunioni di redazione, in cui la voce dell'innominabile editore PP tuona sovente: "chi parlerà con Dagospia verrà licenziato in troncooooo". Poi (qui si ride con le lacrime), la libertà di informazione. "I giornalisti non possono prestarsi a manovre di lobbyng, ad azioni di pubblicità occulta o mascherata" (punto 10). Giochino di società: contare quante volte compare il nome Tod's o Della Valle (socio e sodale di PP) sulle testate del gruppo. Infine la chicca: punto 1: "Non facendo capo a gruppi finanziari o industriali, come invece la stragrande maggioranza delle case editrici italiane". Editore puro, insomma. Giochino di società numero 2: andarsi a rileggere MF del 17-2-2007, quando l'editore puro PP si lamentava con Capitalia per una faccenda di cambiali agricole non pagate. Chi sarà il misterioso contadino-vignaiolo? Al vincitore un paio di scarpe. Coi chiodini, naturalmente.

Anonimo ha detto...

da fonti dentro l'ufficio del personale si segnala che il sig. E.C. su ordine dell'editore si starebbe occupando del blog. Sarebbe stati attivati i solo A.V. e D.P della Logistica per indagare tra i dipendenti e capire il grado di penetrazione del blog tra le maestranze. In che modo? Alla macchinetta del caffè, fumando una sigaretta all'esterno, chiacchierando come al solito e fingendo di conoscerlo e approvarlo. Quindi attenzione a quei due. I sospetti dell'editore si rivolgono soprattutto verso l'area di Class News (coda di paglia?) e qualcuno di MF. Parole misurate dunque e, se proprio non siete sicurui del vostro interlocutore, passate ad altro discorso. Diffidate di quei due, diffidate di tutti. In bocca al lupo E.C. e impari ad andare sullo scooter.

arcangelo ha detto...

SE LI CONOSCI LI EVITI
www.google.it digitate luca panerai e iniziate a ridere. Con classe ovviamente.

Anonimo ha detto...

Almeno tu hai avuto la possibilità di scegliere se rinunciare o meno a contributi, etc
Pensa che ci sono degli ex precari e non di klass che hanno scoperto dopo molto tempo che non gli erano stati versati i contributi dovuti...la faccenda giace sul tavolo di qualche giudice...chiedete a colleghi ed ex colleghi di fine anni novanta...
niente male per un gruppo quotato in Borsa eh?
Pasionaria

Anonimo ha detto...

...e per le pettegole


http://oggisposi-oggisposi.blogspot.com/2008/10/luca-panerai-ha-sposato-federica-leone.html

Anonimo ha detto...

Mr E.C.
ma a te chi te lo fa fare di rischiare?
secondo me chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni!!!

Anonimo ha detto...

secondo me quelli che dicono che chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni sono i primi che appena ti volti te lo spingono in quel posto...

con affetto eh...

Anonimo ha detto...

Buoni, buoni, ragazzi.
Ricordate che divide et impera è sempre stato il motto implicito con cui PP e soci sono ingrassati nell'opulenza a nostre spese.

Non facciamo il loro gioco, dai...

Anonimo ha detto...

il sig. Elio Cardosi (chiamamolo per nome e cognome) è un pensionato, ex dipendente Rizzoli, che dietro magro stipendio escogita vari artifici per fregare i dipendenti. Non è solo lo Studio Carnelutti a farlo. Diffidate di lui e dei suoi scagnozzi.

Anonimo ha detto...

in via marina a Milano abita un bel personaggio, ricco e spregiudicato, che nessuno vuole chiamare per nome. chi sara? E in via Leopardi invece?
Cartolina natalizia alla famiglia P.

Anonimo ha detto...

grazie anonimo!

ed invece chi sono A.V. e D.P. ?

se non altro per starci all'occhio...!

Anonimo ha detto...

A.V. e D.P. logistica di class. Non è difficile capire chi sono.

Anonimo ha detto...

Class CNBC che schifo di posto! Ho resistito 2 mesi poi sono scappato!

Fate bene a dire la verità è un postaccio!

Ciao a tutti

Reporter per caso

Anonimo ha detto...

Prova

Anonimo ha detto...

Il blog tace...ho bisogno di voci amiche nel deserto che mi sono scelto.